Incontro tra ricerca di base e ricerca clinica per sconfiggere il diabete

Incontro tra ricerca di base e ricerca clinica per sconfiggere il diabete

Il laboratorio di diabetologia sperimentale di Angelo Avogaro e il suo team

Il diabete è una malattia in continua espansione: oggi circa il 6% della popolazione italiana è affetta da tale malattia e si prevede che nel 2030 le persone diagnosticate con diabete saranno 5 milioni. La malattia è determinata da una combinazione di fattori genetici ed ambientali.
Le alterazioni metaboliche croniche che ne conseguono (iperglicemia, radicali liberi dell’ossigeno, ecc.) possono condurre allo sviluppo di complicanze a livello di molti organi e tessuti, soprattutto dell’apparato cardiovascolare.
testo alternativoNel laboratorio di Diabetologia Sperimentale, diretto dal prof. Angelo Avogaro, sono in corso importanti ricerche sui meccanismi cellulari e molecolari che portano allo sviluppo del diabete mellito e delle sue complicanze e sulle possibili terapie per queste condizioni morbose.

testo alternativoI progetti di ricerca seguiti dal team di Avogaro, di cui fanno parte: Gian Paolo Fadini, coordinatore
della ricerca, Mattia Albiero, Lisa Menegazzo, Nicole Poncina, Stefano Ciciliot e Roberta Cappellari e Valentina Scattolin riguardano in particolare il ruolo delle cellule staminali nelle complicanze cardiovascolari del diabete come aterosclerosi e ulcere diabetiche. Il laboratorio studia, inoltre, la patologia dell’endotelio (il rivestimento interno delle arterie) in relazione alle complicanze metaboliche e le inter-relazioni tra meccanismi che regolano la longevità, il metabolismo e le complicanze del diabete.
La peculiarità del Laboratorio di Diabetologia Sperimentale è far convergere competenze ed attività di ricerca di base con la ricerca clinica, sempre nell’ottica di identificare nuovi approcci diagnostico-terapeutici a beneficio del paziente.

I risultati più importanti ottenuti finora?

Il nostro gruppo di ricerca ha dimostrato che la malattia cardiovascolare del diabetico è causata anche da una disfunzione delle cellule deputate alla rigenerazione dell’endotelio (sono ridotte nel diabete a causa di un ridotto rilascio da parte del midollo osseo che ne è la sorgente.) Anche il midollo osseo, che produce le cellule del sangue, è danneggiato dal diabete. Abbiamo chiarito, infatti, che il midollo osseo è colpito da una neuropatia che ne riduce la capacità di rigenerare l’endotelio. Abbiamo, infine, dimostrato una delle possibili cause dello sviluppo della calcificazione ateroscerotica che colpisce le arterie del paziente diabetico. Alcune cellule nel sangue, chiamate “osteoprogenitrici”, secernono delle sostanze che stimolano l’ossificazione della parete arteriosa.

Quali sono gli obiettivi futuri?

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I filoni di ricerca attualmente attivi sono principalmente tre ed hanno l’obbiettivo generale di ridurre l’impatto delle complicanze cardiovascolari, visto che la malattia cardiovascolare ha un impatto devastante sulla qualità di vita del paziente diabetico.

  • È noto che nel diabete esiste associazione tra le alterazioni metaboliche ed uno stato di infiammazione diffuso, che si alimentano in una sorta di circolo vizioso. Individuare come le alterazioni metaboliche del diabete “modificano” in senso infiammatorio i globuli bianchi circolanti può permettere di rallentare questo circolo e anche ridurre l’impatto delle complicanze.
  • La resistenza all’insulina è una caratteristica metabolica tipica del diabete. Il diabete inoltre aumenta fino a 4 volte il rischio di malattia cardiovascolare, come l’aterosclerosi. Comprendere come la resistenza all’azione dell’insulina influenza le prime fasi dell’aterosclerosi è di fondamentale importanza per individuare nuove terapie per migliorare la qualità e l’aspettativa di vita.
  • Il tessuto adiposo è un tessuto molto importante nella regolazione del nostro metabolismo. L’accumulo di un eccesso di tessuto adiposo viscerale, la classica pancetta, ha profonde ripercussioni sul nostro metabolismo, e può concorrere a sviluppare una resistenza all’azione dell’insulina e quindi al diabete. p66Shc è una proteina coinvolta nell’invecchiamento e che ha importanti effetti sul metabolismo. Ne stiamo studiando il ruolo a livello del tessuto adiposo per capirne il ruolo nella patogenesi della resistenza insulinica.

Un consiglio da dare ai diabetici e uno da dare a tutti?

  1. Per i diabetici: mai trascurare la malattia perché altrimenti il “conto” sarà salato.
  2. A tutti: mantenere il peso forma non solo con la dieta ma anche, e soprattutto, con l’attività fisica. L’esercizio fisico, anche di moderata intensità, è l’unica “terapia” non farmacologica che è alla portata di tutti e di cui sono ampiamente dimostrati i benefici cardiovascolari.

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